Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Museologia Scientifica

Anno: 2011
Volume: 5

Riassunto
La lunga tradizione scientifica del Museo Civico di Storia Naturale di Milano (MSNM) e il suo ruolo preminente tra istituzioni simili sia nazionali che internazionali, risalgono al 1838. Fino a non molto tempo fa, il personale scientifico, affatto passivo nella pianificazione delle attività del museo, era parte essenziale del processo e collaborava attivamente con la dirigenza per perseguire lo scopo comune di un elevato standard qualitativo. Inoltre, il direttore (solitamente sia un autorevole scienziato che un professionista della museologia) era scelto dalla Civica amministrazione sulla base della sua esperienza e competenza. Questa scelta fondamentale creava un senso di appartenenza che stimolava il costante miglioramento della qualità delle esposizioni e l’incremento delle collezioni e della produzione scientifica. Sfortunatamente, nell’ultimo decennio, l’eccellenza culturale del MSNM è stata minata progressivamente dalla drammatica riduzione dei fondi e dall’assenza di direttori abili e proattivi, il cui ruolo è stato gradualmente occupato da burocrati. Ciò che più conta, le conseguenti povertà di visione e mancanza d’iniziativa non sono state compensate dal maggiore coinvolgimento del personale scientifico nel processo decisionale, fatto che ha ingenerato demotivazione, progressivo isolamento e impoverimento culturali (invecchiamento delle esposizioni, riduzione dell’incremento delle collezioni e degli standard di conservazione, rallentamento della produzione scientifica). Gli autori propongono delle correzioni alle strategie gestionali.

Parole chiave
Museo Civico di Storia Naturale di Milano, storia, strategie gestionali, professionalità.

The Natural History Museum of Milan: floundering amongst a leading past, present problems and an uncertain future.

Abstract
The Natural History Museum of Milan’s (MSNM) long scientific tradition and prominent role among similar national and international institutions dates back to 1838. Until recently, the scientific staff, far from being considered only a passive element in the planning of the museum activities, was an essential part in the process and actively collaborated with the museum’s top management to pursue the common goal of an elevated quality standard. Furthermore, the director, usually both a leading scientific personality and a museum professional, was chosen by the City government on the basis of his experience and competence. This basic choice created a sense of belonging that stimulated a constant improvement of the quality of the exhibitions and a continuous increase of the collections and of the scientific production. Unfortunately, in the last decade the museum’s cultural excellence was progressively undermined by the dramatic shrinkage of funding and by the absence of skilled and proactive directors, whose role was gradually replaced by bureaucrats. What is most important, the ensuing poorness of vision and lack of initiative were not counterbalanced by involving the scientific staff in the decision making process, a fact that generated demotivation, progressive isolation and cultural impoverishment (ageing of exhibitions, reduction of collection increase and curation standards, scientific production slowdown). The authors propose some corrections in the management strategies.

Keywords
Natural History Museum of Milan, history, management strategy, professionalism.

p. 68 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Nell’Erbario di Padova é conservata una raccolta abbastanza eterogenea appartenuta a Ippolito Nievo, nipote dello scrittore omonimo. Tale collezione, non particolarmente consistente, contiene piante superiori, muschi e licheni raccolti quasi esclusivamente in Italia tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento.

Parole chiave
Nievo, collezioni botaniche, Erbario Patavino (PAD).

Herbarium “Ippolito Nievo”, Padova.

Abstract
A fairly heterogeneus herbarium, belonged to the Ippolito Nievo’s nephew, has kept in Herbarium Patavinum (PAD). This collection, not particulary large, includes plants, mosses and lichens from the late century to the early decades of the twentieth.

Keywords
Nievo, botanical collections, Herbarium Patavinum (PAD).

p. 74 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
I musei merceologici, commerciali, e industriali si formano e si sviluppano in tutta Europa nella seconda metà dell’Ottocento in conseguenza della rivoluzione industriale e del cambiamento del mondo e del modo produttivo. L’intento è quello di raccogliere campioni di materie prime, prodotti semilavorati o finiti, al fine di rendere continuativo lo scambio tecnologico e il confronto tra le economie delle nazioni, oppure di integrare le lezioni teoriche dei corsi di merceologia previsti dai programmi delle Scuole Superiori di Commercio prima e delle Facoltà di Economia e Commercio poi. I musei merceologici si pongono come continuazione delle grandi esposizioni in cui ogni Paese mostrava i risultati e i livelli raggiunti nel campo delle scienze, delle arti e delle industrie. Essi però conosceranno un declino tanto rapido quanto la loro diffusione, perché si dimostreranno incapaci di aggiornare le proprie collezioni all’inarrestabile avvicendarsi di nuove soluzioni tecnologiche applicate al processo industriale. La storia di due istituzioni torinesi permette di ricostruire efficacemente e sintetizzare le vicende di queste tipologie di musei.

Parole chiave
museo merceologico, esposizioni, università, didattica, produzione industriale, Arnaudon, Torino, materie prime.

Turinese commodities collections: the Arnaudon Museum and the University Museum.

Abstract
Commodities, trade and industrial museums formed and developed throughout Europe in the second half of the 19th century following the industrial revolution and the changes in the world and its modes of production. The intent was to collect specimens of raw materials, semi-processed or finished products to provide a continuous technological exchange and comparison among the economies of nations or to supplement the theoretical lessons of commodities courses of commercial high schools and university economics and commerce faculties. Commodities museums were the continuation of the universal exhibitions in which each country displayed the results and levels it had achieved in the fields of science, arts and industry. However, these museums suffered a rapid decline because they were incapable of updating their collections in tune with the unstoppable succession of new technological solutions applied to industrial processes. The history of two Turinese institutions allows us to effectively reconstruct and summarize the events involving these types of museums.

Keywords
commodities museum, exhibitions, university, teaching, industrial production, Arnaudon, Turin, raw materials.

p. 79 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Viene chiamato Terra del Fuoco l’arcipelago situato all’estremità meridionale del Sud America. Quando gli europei la raggiunsero per la prima volta nel 1520, questa regione era abitata da tre distinti gruppi etnici di popolazioni indigene (Selknàm, Alakalùf e Yàmana), nel loro complesso definite Fuegini, oggi completamente estinti. Le collezioni italiane di resti scheletrici di queste popolazioni arrivarono in Italia, rispettivamente nel 1883 e 1885, a seguito di due distinti viaggi nella Terra del Fuoco condotti da Giacomo Bove. Esse sono oggi conservate nei musei antropologici di Firenze (oggi Sezione di Antropologia ed Etnologia del Museo di Storia Naturale) e Roma (Museo di Antropologia G. Sergi della Sapienza) e hanno attirato l’interesse degli antropologi fin dalla loro prima acquisizione museale. Oggi, grazie a nuove metodologie di ricerca (morfometria geometrica, analisi genetica impiegando DNA antico, ecc.), esiste la possibilità di studiare sotto nuove prospettive ciò che resta di queste popolazioni.

Parole chiave
Tierra del Fuego, Fuegini, collezioni scheletriche, Sezione di Antropologia ed Etnologia del Museo di Storia Naturale di Firenze, Museo di Antropologia G. Sergi della Sapienza Università di Roma.

Tierra del Fuego, its ancient inhabitants, and the collections of skeletal remains in the Museums of Anthropology of Florence and Rome

Abstract
Tierra del Fuego is the archipelago at the southern tip of South America. When Europeans first reached this region in 1520, it was inhabited by three distinct ethnic groups of indigenous peoples (Selknàm, Alakalùf and Yàmana), together referred to as Fuegians, now completely extinct. The Italian collections of skeletal remains of these people arrived in Italy in 1883 and 1885 following two separate voyages to Tierra del Fuego led by Giacomo Bove. These two collections are in the anthropological museums of Florence (now Section of Anthropology and Ethnology of the Natural History Museum) and Rome (Museum of Anthropology G. Sergi of the Sapienza University) and have attracted the interest of anthropologists ever since they were acquired. Today, thanks to new technologies (geometric morphometry, genetic analysis using ancient DNA, etc.), the physical remains of these people can be studied in a new light.

Keywords
Tierra del Fuego, Fuegians, skeletal collections, section of Anthropology and Ethnology of the National Museum of Florence, Museum of Anthropology G. Sergi of Rome.

p. 88 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
I Musei Anatomici dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia sono un’articolata istituzione costituita da più musei realizzati, a partire dalla seconda metà del Settecento, all’interno dell’isolato di Sant’Agostino in contiguità con il “grande Spedale”. La contestualizzazione storica delle collezioni è indispensabile per programmare attività di valorizzazione ed educative, recuperando le specifiche funzioni di questi musei costituiti per l’esercizio delle professioni mediche, sostenute e potenziate dai numerosi laboratori annessi ai musei stessi. Dopo la riforma dell’Università promossa dal duca Francesco III d’Este tra il 1772 e il 1773, l’interesse per lo studio e l’insegnamento dell’anatomia si svilupparono grazie ad Antonio Scarpa che fece realizzare, in contiguità con il “grande Spedale”, un Teatro Anatomico inaugurato nel 1775 e, in una sala annessa, il Gabinetto o Museo Ostetrico. Dopo la Restaurazione, tra il 1817 e il 1818, fu allestito il Museo Anatomico in una sala del piano costruito al di sopra del Teatro alla quale si aggiunsero, tra il 1839 e il 1853, altre tre sale. Fu inaugurato nel 1854 sotto la direzione di Paolo Gaddi che nel 1866 aggiunse un’ulteriore sezione, il Museo Etnografico Antropologico. Una ventina di anni fa le vetrine del Museo Coloniale poi di Medicina Tropicale, che Giuseppe Franchini aveva costituito a Modena in collegamento con l’Istituto di Patologia Coloniale da lui diretto tra il 1930 e il 1938, sono state trasferite in una sala attigua al Museo Anatomico.

Parole chiave
musei, anatomia, ostetricia, etnografia, antropologia, medicina tropicale, museo coloniale, ospedale di Sant’Agostino.

Valorization paths for the Anatomical Museums of Modena: the Obstetric Museum, the Anatomical Museum and the Ethnographic Anthropologic Museum and the twentieth century Museum of Tropical Medicine.

Abstract
The Anatomical Museums of the University of Modena and Reggio Emilia are an articulated institution composed of several museums that were created, starting from the second half of XVIIIth century, within the big block of S. Agostino next to the “grande Spedale”. The historical contextualization of the museum collections is fundamental to plan educational and valorization activities, and must account for the specific functions of these museums, which were created for medical professions, also supported and strengthened by many laboratories in close relationship with the museums themselves. After the reformation of the University promoted by duke Francesco III of Este between 1772 and 1773, the interest for the study and the teaching of anatomy in Modena were developed thanks to Antonio Scarpa. He promoted the construction, next to the “grande Spedale”, of an Anatomical Theatre opened in 1775, and of an Obstetric Cabinet or Museum. After the Restoration, between 1817 and 1818, the Anatomical Museum was set up in a room on the floor that was built over the Theatre, where three more rooms were added between 1839 and 1853. It was opened in 1854 under the direction of Paolo Gaddi who, in 1866, added the section of the Ethnographic Anthropological Museum. Nearly twenty years ago, the showcases of the Colonial Museum - than Tropical Medicine Museum - that Giuseppe Franchini created in Modena in relationship with the Colonial Pathology Institute and directed from 1930 to 1938, were moved in a room next to the Anatomical Museums.

Keywords
museums, anatomy, obstetrics, ethnography, anthropology, tropical medicine, S. Agostino hospital.

p. 97 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
La Riserva Naturale Regionale di Rio Torsero nasce nel 1985 per tutelare un sito fossilifero, noto dall’800 per la ricca malacofauna pliocenica, da cui provengono varie collezioni storiche. Per passare dalla protezione del sito alla sua valorizzazione culturale, didattica e turistica, il Comune di Ceriale ha realizzato, in sinergia con il Dip.Te.Ris. (Università di Genova), il Museo Paleontologico “S. Lai” di Peagna, collegato alla Riserva e ai locali percorsi naturalistici. Il Museo è stato di recente oggetto di ristrutturazione architettonica, scientifica ed espositiva, volta a potenziarne la fruibilità didattica e turistica (richiamo verso l’entroterra dei visitatori del vicino litorale). Vengono illustrate le soluzioni adottate per fare di un piccolo museo, legato ad un sito paleontologico, uno strumento di valorizzazione culturale e turistica del patrimonio naturale, tramite la lettura del contesto geologico territoriale. Il Museo si articola in tre settori: il primo presenta il fluire del tempo geologico, il secondo la paleontologia in generale e quella di Rio Torsero in particolare e il terzo sollecita a visitare i principali siti fossiliferi cenozoici della Liguria.

Parole chiave
museo paleontologico, riserva naturale, valorizzazione del patrimonio paleontologico.

The Museo Paleontologico “Silvio Lai”: reading and enhancing of the paleontologic heritage of the Riserva Naturale di Rio Torsero (Peagna, Ceriale, Savona).

Abstract
The “Riserva Naturale Regionale di Rio Torsero” was established in 1985 to protect a fossiliferous site, known for its Pliocene malacofauna since 19th century, from which are noticeable historical collections. The Ceriale Municipality in synergy with the Dip.Te.Ris. (University of Genoa), in order to develop the cultural, educational and touristic valorization of this paleontologic site, created the Museo Paleontologico “S. Lai” of Peagna, linked to the Riserva and to the local net of natural trails. The Museo has been recently renovated, by the architectural, scientific and exhibition point of view, in order to enhance the touristic (to attract in the inland the tourists that enjoy the nearby coast) and educational utilization. In this paper are described the solutions adopted to use a small museum, connected to a paleontologic site, as a tool for the cultural and touristic enhancing of the natural heritage, by reading the local geological context. The Museum is organized into three sections: the first shows the passing of geologic time, the second introduces to the paleontology and to the Rio Torsero paleontologic aspects, and the third promotes to visit the main Cenozoic fossiliferous sites of Liguria.

Keywords
paleontologic museum, natural reserve, paleontologic heritage valorization.

p. 109 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Si ripercorre la storia del genere Rosa nell’Orto botanico fiorentino, analizzando fonti edite e inedite a partire dal XVIII secolo. Da tale analisi sono emersi i criteri progettuali del nuovo allestimento “Le rose in fila” che intende percorrere la storia dell’evoluzione della rosa orticola. Con tale progetto si sono valorizzati gli esemplari esistenti affiancandoli con le progenitrici e le varietà considerate punti nodali dell’evoluzione, nonché con rose legate all’opera ottocentesca dei rodologi fiorentini.

Parole chiave
Rosa, Orto Botanico di Firenze, allestimento, collezione di rose, storia delle rose.

“Le rose in fila”: a new exposition in Botanic Garden of Florence.

Abstract
This paper traces the history of the genus Rosa in the Botanical Garden of Florence, by analyzing published and unpublished sources from the 18th century. This analysis led to the creation of the new exposition “Le rose in fila”, which depicts the evolution of the rose in the late centuries. This project aims at showing the continuity among the existing specimens, the key and most important varieties and samples of roses to date, and those described by the works of the Florentine “rodologi” in the 19th century.

Keywords
Rosa, Botanic Garden of Florence, exposition, rose’s collection, history of roses.

p. 119 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il presente lavoro rappresenta la prima proposta di realizzazione di un Acquario Pubblico in Albania. Questo progetto ha doppia finalità e consiste da un lato nell’attirare l’attenzione del grande pubblico verso la Natura e la sua protezione, e dall’altro nel sostenere l’economia locale principalmente basata sul turismo. La proposta nasce da una serie di indagini condotte tra il 2002 ed il 2007 dai biologi marini ed acquaristi dell’Università del Salento (Lecce, Italia), e supportati dall’Università di Valona (Albania). I ricercatori salentini hanno esplorato sia le coste marine dell’Albania meridionale e sia gli ambienti naturali dell’entroterra. Ciò al fine di individuare i principali biotopi acquatici (marini e d’acqua dolce) del Paese, che dovrebbero essere rappresentati all’interno dell’Acquario proposto. La scelta del Distretto di Valona come luogo ideale per la realizzazione della struttura, è inoltre il risultato di una approfondita analisi socio-economica supportata dalle amministrazioni pubbliche (Regione e Comune di Valona) e dalla locale Università. Tale indagine ha avuto come finalità l’approfondimento degli aspetti geografici ed economici dell’area, e la scelta del sito potenziale in cui potrebbe sorgere l’Acquario.

Parole chiave
acquario pubblico, Albania, turismo, ricerca, educazione.

Proposal for a public aquarium at Vlorë (Albania)

Abstract
The present work is the first proposal for the carrying out of a Public Aquarium in Albania. This project has a twofold objective which consists both in attracting the public’s attention on the nature and its preservation, and in the opportunity to spin the local economy based on tourism. The proposal lies in a series of studies conducted from 2002 to 2007 by the marine biology researchers and aquarists of the Salento University (Lecce, Italy) supported by the University of Vlorë (Albania). The researchers explored both the sea-coast of Southern Albania and the innermost part of the Country in order to detect the most important aquatic (marine and freshwater) biotopes which should be largely represented in the Public Aquarium. Further, the choice of the District of Vlorë as elected place to build the Aquarium, is the result of an in-depth socio-economic analysis which immediately obtained the support of the local administration (Region and Municipality) and of the University. This process included a scrutiny of the geographical and economical aspects of the area, and the choice of the potential site where the Aquarium could be built.

Keywords
public aquarium, Albania, tourism, research, education.

p. 126 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
I pannelli esplicativi sono il supporto principale per le esposizioni museali, sono ubiquitari anche perché sono poco costosi e stabiliscono un canale preferenziale di comunicazione tra il museo ed il visitatore. Questo studio indaga sulla percezione estetica che il pubblico giovanile ha dei pannelli esposti in un museo di biologia marina. 1898 studenti della scuola media inferiore e superiore della provincia di Lecce (Italia) hanno collaborato allo studio definendo quali sono, dal loro punto di vista, le caratteristiche di un buon pannello esplicativo.

Parole chiave
pannelli, comunicazione, estetica.

Panels in museums. Youth’ point of view.

Abstract
Explanatory panels are the main support for museum exhibits. They are ubiquitous, also because inexpensive, and set up a preferential channel for museum-visitor communication. This study investigates aesthetic perception of explanatory panels showed in a marine biology museum. It has been asked the opinion for 1898 students of middle school and secondary school in the province of Lecce (Italy) about two explanatory panels with the same content but different graphical aspect. The judgments of the boys and girls have helped to comprise their point of view about the peculiarities of a good explanatory panel

Keywords
panels, communication, aesthetic.

p. 136 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Lo scopo di questo lavoro è di descrivere un progetto di ricerca finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e dedicato a identificare quali condizioni possono essere sviluppate per trasformare le caratteristiche ambientali e culturali di una particolare area in una fonte di reddito per la popolazione locale, e quindi per impostare le basi per la conservazione del capitale naturale e culturale per mezzo di un opportuno processo di gestione. Le opportunità derivano dal cambiamento nel tempo della disponibilità a pagare (WTP) dichiarata dagli attori potenzialmente interessati alle caratteristiche ambientali di una determinata area. La modifica del WTP può comportare, in alcuni casi, l’esigenza di conservazione di un sito specifico o un gruppo specifico di oggetti attraverso una gestione legata a dinamiche economiche (profit-oriented). Questo tipo di attività ci permette di minimizzare i costi per gli enti pubblici e di garantire sostenibilità a lungo termine. L’indagine è stata condotta per mezzo di tre diverse indagini di valutazione contingente in una piccola valle di montagna del nord Italia dove sono stati scoperti dai ricercatori del Museo di scienze rilevanti esemplari fossili.

Parole chiave
paesaggio, patrimonio culturale, sviluppo locale, fonte di reddito.

Social capital and environmental capital: the contribution of a natural sciences museum to the development of environmentally friendly economic policies.

Abstract
The aim of this paper is to describe a Research Project founded by the Autonomous Province Trento and devoted to identify which conditions have to be developed to transform the environmental and cultural features of a particular area into a source of income for the local population, and thus to set the basis for conserving natural and cultural capital by means of a management process. This opportunity results from a change in the willingness to pay (WTP) declared by the actors potentially interested in the characteristics of a given area. Clearly, modifying the WTP may imply, in some cases, the conservation of a specific site or a specific cluster of objects through profit-oriented management. This type of activity allows us to minimise the costs for public agencies as well as to ensure long-term sustainability. We evaluate all of this by means of three different contingent valuation surveys conducted in a small mountain valley in northern Italy form which a relevant lot of fossil specimens was discovered.

Keywords
landscape, cultural heritage, local development, source of income.

p. 142 / Volume 5/2011 N. 1-2 NUOVA SERIE