Settembre 2009 - N. 4

Memorie

Anno: 2009
Volume: 4

Riassunto
Anna Vacari – Roberto Zorzin 87 La sezione di Geologia e Paleontologia presenta i materiali raccolti e la documentazione delle due spedizioni in Libia, organizzate da Fabrizio Mori, paletnologo toscano di fama internazionale, alle quali partecipò Angelo Pasa in qualità di geologo e paleontologo agli inizi degli anni ‘60. Questo materiale rappresenta praticamente l’unica raccolta consistente ed omogenea di origine extraeuropea in ambito geologico. E’ costituita da documenti di archivio, tra cui numerosi appunti di viaggio corredati da materiale cartografico e fotografico, da campioni di terre, da campioni di rocce e da numerosi reperti faunistici e floristici. In particolare i reperti provengono dall’area di scavo di Uan Muhuggiag (Tadrart Acacus – Fezzan, Libia). Rappresenta anche la prima uscita dai confini nazionali della sezione di Geologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona per scopi di ricerca scientifica. I risultati, limitatamente ad uno studio palinologico, vennero pubblicati sul Bollettino del Museo di Verona (1962) pochi anni prima della prematura scomparsa del Pasa. Anche se il Museo di Verona non ha più avuto occasione di partecipare alle ricerche in quell’area, il lavoro iniziato da Mori e Pasa e le sue raccolte sono ancora oggi attuali, poichè gli studi sono proseguiti con continuità ed i risultati delle ricerche pubblicati dalla Missione Archeologica Italo-Libica nell’Acacus e Messak dell’Università di Roma “La Sapienza”.

p. 87 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Le attività di ricerca speleologica in Cina del Museo di Verona rappresentano, per la speleologia scientifica italiana e per la sua storia, un capitolo estremamente significativo. Infatti, si può certamente affermare che per sistematicità, sforzo complessivo e risultati, le esplorazioni veronesi in Cina costituiscono di gran lunga il maggior impegno speleologico italiano in questo vasto territorio dell’Asia orientale. Tale sforzo esplorativo e di ricerca, condotto in cooperazione con colleghi delle università cinesi, è giustificato dalla grande quantità di grotte inesplorate presenti nell’area e dalla diversità di ambienti e di morfologie che hanno permesso di portare a termine interessanti studi in ambito idrogeologico e geografico e nuove scoperte biologiche. Il suo vasto territorio e la grande varietà di ambienti e climi, fanno infatti della Cina uno dei paesi con il più alto tasso di diversità biologica del mondo. Il numero elevato di cavità sotterranee e l’elevato numero di specie cavernicole che le abitano, contribuiscono a mantenere alto il valore di tale biodiversità. I risultati delle ricerche condotte nel corso delle 15 spedizioni, effettuate dal 1992 al 2007, sono più di 130 cavità esplorate e rilevate, per uno sviluppo complessivo di circa 65 km, circa 25 specie animali nuove per la scienza descritte e numerosi reperti naturalistici raccolti. Ma più che gli aspetti quantitativi delle raccolte, sono da evidenziare quelli qualitativi delle collezioni. Si tratta infatti di reperti quasi totalmente studiati o comunque smistati e inviati agli specialisti. La gestione congiunta italo-cinese, la catalogazione e lo studio dei materiali è oggetto della presente comunicazione.

p. 88 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto

Di fronte ai rapidi cambiamenti della società contemporanea, che è sempre più connotata in senso multiculturale, il museo di antropologia si candida a svolgere un ruolo educativo insostituibile dal punto di vista del riconoscimento della diversità (naturale e culturale). Le sue collezioni, testimonianza della varietà delle forme di vita, sono strumento di conoscenza e di riflessione sul rapporto costruito dalla nostra cultura con le altre e oggi si offrono alla fruizione di un nuovo pubblico, rappresentato dagli immigrati e dalle loro associazioni, che chiamano i professionisti di museo a strategie di valorizzazione dei patrimoni sempre più partecipate e condivise.

Parole chiave
patrimonio etnologico – educazione interculturale – multiculturalità – immigrati – diaspora – museologia collaborativa

Museums and “multiculturality”. Communication and collaboration problems with the communities of immigrants

Abstract

In front of the rapid changes of contemporary society, which is more and more evolving toward a multicultural framework, the museum of anthropology is an ideal candidate for an essential educational role in the recognition of diversity (natural as well as cultural). Its collections, testifying the diversity of life forms, are instruments of knowledge and reflection on the relationship between ours and other cultures; today they are open to a new public, represented by the immigrants and their associations, which asks the museum professionals to set up new promoting strategies of their patrimony that should be more and more participatory and shared.

Keywords
ethnic heritage – intercultural education – multiculturality – immigrants – diaspora – collaborative museology

p. 90 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Sviluppo umano e conservazione ambientale possono coesistere? L’esperienza del progetto in Ecuador sulla difesa e valorizzazione della biodiversità può aiutarci a rispondere a questa domanda cruciale, che tocca diversi ambiti: dallo sviluppo umano, alla biodiversità, alle relazioni internazionali, ai nuovi mercati economici relativi all’etnocosmesi.

Parole chiave
biodiversità, sviluppo umano, cooperazione

The Ecuador experience: biodiversity as development source.

Abstract
Could the human development and environmental education sustainably coexist? The background of the Equador experience in preventing further biodiversity loss could represent a crucial issue for purposing a development agenda integrated with environmental concerns. This has to be only carried out on local and national levels and be enhanced by international policy making. Without an integrated approach to social and economic development and environment, such a goal cannot be reached in a sustainable manner.

Keywords
biodiversity, human development, cooperation

p. 94 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Col presente lavoro si presenta l’allestimento della nuova sezione “Fiori esotici” che gli autori stanno realizzando presso il Museo Botanico del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Cagliari. Si tratta della realizzazione di modelli tridimensionali in cera o tecnica mista che rappresentano i fiori di piante rare o insolite presenti “in vivo” nell’Orto Botanico. L’iniziativa rientra nel compito istituzionale di conservazione e salvaguardia della biodiversità.

Parole chiave
Museo Botanico di Cagliari, modelli botanici, ceroplastica

The Exotic flowers collection of Museo Botanico dell’Università di Cagliari

Abstract
The preparation of a new section on “Exotic flowers” that the authors are carrying out at the Botanic Museum of the “Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Cagliari” by means of models, is presented. The models are tridimensionally made in wax or paper-wax: they represent flowers of rare or unusual plants present “in live” at the Orto Botanico. This work is part of the istitutional job for the conservation and protection of biodiversity.

Keywords
Cagliari Botanical Museum, botany models, ceroplastics

p. 98 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
L’Italia ha il primato storico mondiale sulla nascita, ed il primato numerico degli Orti Botanici collocati presso le Facoltà Scientifiche. Con le loro attività di ricerca, collezione, classificazione, tutela delle specie vegetali ed attività didattico-divulgative che assolvono, gli Orti Botanici Universitari sono Musei Scientifici: Istituti e luoghi della cultura come definiti dal Codice dei Beni Culturali. L’Orto Botanico dell’Università di Cagliari con il suo patrimonio archeologico, perfettamente integrato con le collezioni vegetali è l’unico nel suo genere. Nato nel 1866 per l’acclimatizione di specie subtropicali, è inserito fra i Giardini Storici. E’ un esempio museale di grande dinamicità che si rinnova e si rapporta continuamente per gli incessanti contributi di ricerca di tutti i suoi componenti sulle attuali tematiche botaniche, scientifiche e ambientali. Situato in una regione unica come la Sardegna ed in una Nazione unica come l’Italia, spesso distratte verso le loro naturali bellezze, s’inserisce perfettamente, con la sua bellezza e peculiarità nel Patrimonio Culturale, Storico ed Artistico Nazionale italiano.

Parole chiave
archeologia, storia, biodiversità, museo, orto botanico

The Botanical Garden of the Università of Cagliari: a scientific museum between archaeology, history and biodiversity

Abstract
Italy has world-wide the historical supremacy on the first creation, and the numerical supremacy of the Botanical Gardens located within Scientific Academic facilities. With their activities of research, collection, classification, protection of the plant varieties and didactic-divulgative activity, the University Botanical Gardens are Scientific Museums: Institutes and defined places of culture according to the Code of the Cultural Assets. The Botanical Garden of the University of Cagliari with its archaeological patrimony, perfectly integrated with the collections of plant varieties is the only one in its kind. The Botanical Garden was born in 1866 in order to pursue the climate adaptation of subtropical species, and it was integrated with the Historical Garden. It is an example of a museum of great dynamics that continuously renews itself in relation to the ongoing contributions to research in botany, science and environment of all its members. Although this Garden is situated in a unique region like Sardinia and in a unique nation like Italy, both often distracted towards their natural beauties, with its exceptional beauty and peculiarity it is a perfectly integrated asset in the Cultural, Historical and Artistic National Italian Heritage.

Keywords
archaeology, history, biodiversity, museum, botanical garden

p. 102 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Viene fornita una breve storia dell’impianto e dell’evoluzione delle serre dell’Orto Botanico di Torino, fondato nel 1729. Le serre ottocentesche non sono state conservate con l’eccezione di una sola detta “serra all’olandese”, seminterrata, in cui sono attualmente conservate collezioni di Orchidaceae e Bromeliaceae. La novità del 2007 è la “Serra nuova” dedicata all’ostensione della flora di alcuni ambienti del Sud Africa, ricostruiti con le loro peculiari condizioni climatiche e pedologiche.

Parole chiave
orto Botanico, Torino, serre, “Serra nuova”

A modern collection of South African species: exhibition peculiarities, modern and historical documents.

Abstract
A short history of the plan and evolution of the greenhouses of the Turin Botanical Garden, established in 1729. The greenhouses built in the 19° century were not maintained till now unless for one which is half in the ground and that nowadays contains the Orchidaceae and Bromeliaceae collections. In 2007 the “new greenhouse” was built, dedicated to show the flora of some typical South African habitats. A particular attention was payed to regulate temperature and humidity conditions according to the need of each habitat.

Keywords
botanical garden, Torino, greenhouses, “Serra nuova”

p. 109 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
La diversità culturale rappresenta una condizione essenziale nell’odierna società umana. La promozione del dialogo interculturale è stata evidenziata in particolare nell’anno 2008, dichiarato dalla Commissione Europea “anno europeo del dialogo interculturale” al fine di rendere la diversità culturale una fonte di ricchezza reciproca e per favorire la comprensione, la riconciliazione, la tolleranza. L’interculturalità rinvia all’esistenza e all’interazione equa di diverse culture, così come alla possibilità di generare espressioni culturali condivise per il dialogo e per il mutuo rispetto. La promozione del dialogo interculturale favorisce l’integrazione di chi appartiene a comunità diverse se il patrimonio culturale è interpretato in una visione processuale attiva che preveda una progettazione in partenariato educativo culturale che coinvolga tutto il territorio, attraverso le pubbliche amministrazioni, gli istituti di tutela e culturali, le università, la scuola, le associazioni e in particolare i musei. Il museo, non puntando solo sull’acquisizione di conoscenze disciplinari, ma anche sullo sviluppo di competenze relazionali e di identità dialogiche, può favorire i processi di integrazione dei nuovi cittadini nella cultura dominante pur aiutando le comunità migranti a mantenere vivo il legame con la propria cultura d’origine attraverso un progressivo avvicinamento delle diverse culture. In una visione processuale e comunicativa della cultura intesa come spazio attivo di scambio, condiviso e/o contestato, il museo, in particolare attraverso le collezioni etnografiche, è una risorsa per l’integrazione sociale se diventa luogo di incontro, di intreccio di culture, di ibridazione, di meticciato, proprio per la grande quantità di materiali e di suggerimenti che può offrire alla discorsività culturale e sociale.

Parole chiave
diversità culturale, dialogo interculturale, meticciato culturale, collezioni etnografiche, multiculturalismo, musei universitari

From multicultural dialogue to cultural crossing in museums: the ethnographic collections of the “Musei Universitari Modenesi” and the ETNO project

Abstract
Cultural diversity is an essential condition in present human society. The promotion of intercultural dialogue has been particularly highlighted in 2008, which has been declared by European Commission “The European Year of Intercultural Dialogue” aiming at making cultural diversity a source of reciprocal enrichment to promote comprehension, reconciliation, tolerance. Interculturality refers back to the existence and to the fair interaction between different cultures, but also to the possibility to generate shared cultural expressions for dialogue and mutual respect. The promotion of intercultural dialogue supports the integration of those who belong to different communities if the cultural heritage is interpreted in an active evolving vision which envisages a planning based on educational cultural partnership to involve the whole territory through public administration, safeguard and cultural institutes, universities, schools, associations and in particular museums. The museum should focus not only on the acquisition of disciplinary competences, but also to the development of relational competences and dialogic identities, so that it can promote the processes of integration of new citizens within the dominant culture, and at the same time it helps migrant communities to keep alive their relationship with their original culture, through a progressive narrowing of different cultures. In an on-going and communicative vision of culture as active space for exchange, shared and/or denied, the museum – in particular through ethnographic collections – is a resource to social integration as long as it becomes a place of meeting, of cultural network, of hybridization , of crossbreeding (metissage), thanks to the great amount of materials and suggestion that can offer to cultural and social dialogue.

Keywords
cultural diversity, intercultural dialogue, cultural crossbreeding (metissage), ethnographic collections, multiculturalism, university museums

p. 118 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Il Progetto ECOMUSA (Evaluación Comparativa Multitaxa Selvas Amazonicas) è nato nei primi anni del 2000 nell’ambito di un gruppo di ornitologi interessati a dare un contributo alla conoscenza della ricchezza di specie di uccelli dell’America meridionale stimolati dal progressivo incremento di descrizioni di nuove specie anche in questo secolo. Il progetto si è presto ampliato con la partecipazione di specialisti di altri gruppi di vertebrati. Nonostante le difficoltà organizzative e le limitazioni finanziarie si sono attuate due spedizioni scientifiche in Perù alle quali hanno partecipato naturalisti afferenti al Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola (Torino), al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e all’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente di Torino. Grazie alla collaborazione dell’INRENA (Instituto Nacional de Recurrsos Naturales) della Repubblica del Perù e di alcune istituzioni scientifiche di Lima, fra le quali l’Universidad Nacional Agraria La Molina si sono effettuate osservazioni e campionamenti di esemplari di Anfibi, Rettili, Mammiferi e Uccelli attualmente conservati presso le collezioni di studio dei musei di Carmagnola e Ferrara, e si è raccolta un ampia documentazione fotografica in due diverse aree protette peruviane. I risultati preliminari, in corso di pubblicazione, hanno consentito di ampliare le conoscenze zoologiche per le aree indagate e, in particolare per il Parque Nacional Yanachaga-Chemillén caratterizzato da foreste pluviali montane, ha consentito la descrizione di una nuova specie di anfibio anuro.

p. 129 / Settembre 2009 - N. 4

Riassunto
Il Progetto ECOMUSA (Evaluación Comparativa Multitaxa Selvas Amazonicas) è nato nei primi anni del 2000 nell’ambito di un gruppo di ornitologi interessati a dare un contributo alla conoscenza della ricchezza di specie di uccelli dell’America meridionale stimolati dal progressivo incremento di descrizioni di nuove specie anche in questo secolo. Il progetto si è presto ampliato con la partecipazione di specialisti di altri gruppi di vertebrati. Nonostante le difficoltà organizzative e le limitazioni finanziarie si sono attuate due spedizioni scientifiche in Perù alle quali hanno partecipato naturalisti afferenti al Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola (Torino), al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e all’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente di Torino. Grazie alla collaborazione dell’INRENA (Instituto Nacional de Recurrsos Naturales) della Repubblica del Perù e di alcune istituzioni scientifiche di Lima, fra le quali l’Universidad Nacional Agraria La Molina si sono effettuate osservazioni e campionamenti di esemplari di Anfibi, Rettili, Mammiferi e Uccelli attualmente conservati presso le collezioni di studio dei musei di Carmagnola e Ferrara, e si è raccolta un ampia documentazione fotografica in due diverse aree protette peruviane. I risultati preliminari, in corso di pubblicazione, hanno consentito di ampliare le conoscenze zoologiche per le aree indagate e, in particolare per il Parque Nacional Yanachaga-Chemillén caratterizzato da foreste pluviali montane, ha consentito la descrizione di una nuova specie di anfibio anuro.

Parole chiave
giardini zoologici, musei di storia naturale, conservazione

Living animal collections and museums: a lost opportunity?

Abstract
Modern zoos and natural history museums share the goal to contribute to biodiversity conservation, although through slightly different, but fully complementary, approaches. An overview is offered concerning former collaboration between zoos and museums in Italy and a stronger relationship for the future is to be hoped for.

Keywords
zoological gardens, natural history museums, conservation

p. 131 / Settembre 2009 - N. 4