Atti del XXIII Congresso ANMS "Allestire per comunicare nei musei scientifici. Spazi e tecnologie per una cultura accessibile"

Memorie

Anno: 2016
Volume: 15

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Riassunto

Scorrere le bozze del Volume di questi Atti del XXIII congresso ANMS, dalla bellissima e stimolante relazione introduttiva di Jean Clair, agli interessanti contributi delle quattro sessioni in cui sono articolati i lavori, è per me motivo di molteplici riflessioni. Sono trascorsi due anni e mezzo da quel novembre 2013 che ci vide ospiti del Museo di Storia Naturale di Venezia dove il recente allestimento, frutto di un progetto scientifico elaborato dallo staff e condiviso in fase di realizzazione con museografi, grafici, comunicatori e altri esperti, divenne argomento di condivisione e dibattito anche con la comunità museologico-scientifica, in un momento di grande valore formativo per tutti noi. In questo lasso di tempo i lavori che vedono oggi la luce hanno mantenuto intatta la loro freschezza e attualità, tanto da sembrare tale tempo più breve. Al contrario, gli eventi all’interno della nostra Associazione sono proceduti con un’intensità tale da far sembrare quella data molto più lontana.

From the XXIII Congress in Venice to the Proceedings publication: What happened meanwhile within ANMS

Abstract

The scrolling through the drafts of these Proceedings of the XXIII ANMS Congress, from the beautiful and inspiring introductory speech by Jean Clair to the interesting contributions of the four sessions in which the works are organized, is for me a source of many reflections. Two years and a half have passed from that November 2013 that saw us as guests of the Museum of Natural History of Venice, where its new exhibit - the result of a scientific project developed by the staff but shared with museographers, graphic designers, communicators and other experts along the way - became a matter of sharing and discussion also within the museological and scientific community, as a time of great valuable knowledge for all of us.

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Riassunto

Progettare un’esposizione, una sezione, un laboratorio - ma anche un’app, un percorso educativo, un’attività speciale - coinvolge oggi necessariamente professionalità diverse, tutte accomunate dall’intento di raggiungere e coinvolgere il pubblico attraverso un’esperienza significativa. I team di lavoro sono piattaforme collaborative fatte di prospettive e contributi maturati da professionalità diverse, interne ed esterne all’organizzazione. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci da dieci anni lavora secondo questa idea, confrontandosi con realtà pubbliche e private, nazionali e internazionali, e ha nel tempo maturato un metodo di gestione per progetti, coordinati a livello operativo da project manager. Il contributo presenta alcuni dei punti cardine all’interno dei percorsi di progettazione condivisa.

Parole chiave
project management, interpretazione, progetto, professionalità, Museo Nazionale della Scienza e della Tecno logia Leonardo da Vinci.

Making projects together: tools, methods and experience.

Abstract

Today designing an exhibition, a permanent display, a laboratory - but also an app, an educational pathway, a special activity - involves necessarily different expertises, all with the common goal of reaching and involving the public by means of a significant experience. Working teams are collaborative platforms made up by contributions coming from multiple professionals, internal or external to the organization. Since ten years the Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci has worked following this persuasion, collaborating with public and private organizations, national and international. Over time, the Museum has developed a managerial project approach. This contribution offers an insight on some of the most relevant pivotal points in this experience of shared designing.

Keywords
project management, interpretation, design, professionals, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

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Riassunto

Sono passati 40 anni dall’inaugurazione del primo science center del mondo, l’Exploratorium di San Francisco, che, idealmente e realmente, rappresenta il momento di rottura con la tradizionale visione del museo della scienza. Da qualche anno, in una visione sistemica del museo, ha assunto un ruolo fondamentale l’arte e si è tornato a parlare. In pratica i luoghi di scienza sono diventati dei palchi teatrali. Ha senso utilizzare il vissuto, le immagini, le emozioni come una variabile primaria nella progettazione degli spazi e dei percorsi espositivi. Introdurre nel sistema comunicativo luogo di scienza-visitatore la variabile progettuale teatro vuol dire aumentare positivamente la complessità per ottenere un sistema-museo, per dirla con Calvino, che sia un metamuseo.

Parole chiave
teatro e scienza, comunicazione teatrale della scienza, progettazione museale, musei e science centre, scienza e società.

Between amazement and applause, a new variable for designing: Theater (art) and science.

Abstract

Forty years have passed since the inauguration of the first science center in the world, the Exploratorium in San Francisco, which, ideally and actually, represents the breaking time with the traditional view of science museum. A few years ago, in a systemic vision of the museum, art has started playing a vital role and came back in the discussion. In practice, the places of science have become theater stages. It makes sense to use experiences, images, emotions as a primary variable in the design of spaces and exhibition routes. Introducing in the communication system “science place-visitor” the design variable ”theatre” means to positively increase the complexity to achieve a museum system that, in the words of Italo Calvino, is a metamuseum.

Keywords
theatre and science, theatrical communication of science, museum design, museum and science centre, science and society.

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Riassunto

La realizzazione del Museo della Marineria di Cesenatico è stata avviata nel 1977 a partire da un convegno che ne aveva fornito il progetto culturale, e portata avanti attraverso alcune tappe quali la campagna di acquisizioni e restauri culminata nell’apertura della Sezione Galleggiante nel 1983, e l’inaugurazione, dopo l’allestimento nei due nuovi edifici, della Sezione a Terra nel 2005. Il gruppo di lavoro che in questo lungo periodo ha realizzato il museo è stato sempre caratterizzato da una forte trasversalità, mettendo insieme approcci e competenze diverse; ma ciò che ha determinato il lavoro è stato soprattutto il forte coinvolgimento della comunità cittadina e costiera dalla quale il museo trae origine, che si è confrontata in un lungo e serrato dibattito a partire dalla necessità e dal significato stesso del museo. L’allestimento, dunque, non è mai stato ricondotto alla sola dimensione tecnico-professionale, ma al contrario si è sempre giocato nel concreto interrogarsi sui fondamenti già a suo tempo espressi nelle parole di Lucio Gambi: “un porto-museo, all’aria aperta, che vede il diretto coinvolgimento della sua gente sin dal suo farsi”.

Parole chiave
Museo della marineria, Cesenatico, allestimento.

Dreaming, planning, setting up the museum together: the experience of the Marine Museum of Cesenatico.

Abstract

The making of the Marine Museum of Cesenatico started in 1977, from a workshop conference that provided the proper cultural framework, and was carried out through several steps such as a campaign of acquisitions and restoration, culminated with the opening of the Floating Section in 1983, and the inauguration of the Onshore Section, following the setting up in two new buildings, in 2005. The work group that set up the museum during this long period has always been strongly cross-disciplinary, combining many different approaches and skills; but what characterized its activity was especially the deep involvement of the coastal town community from which the museum draw its origin, which took part to a long and heated debate starting from the very need and the meaning of such museum. The set up process, therefore, has never been confined to the mere technical-professional dimension, but on the contrary it was always played around the proper search of its own foundations, already well expressed in the words of Lucio Gambi: “a port-museum, open air, which experiences the direct involvement of its own people since its very making”.

Keywords
Seamanship museum, Cesenatico, museum set up.

p. 37 / Atti del XXIII Congresso ANMS "Allestire per comunicare nei musei scientifici. Spazi e tecnologie per una cultura accessibile"

Riassunto

Nel 2007 la Regione Piemonte ha bandito un concorso pubblico per l’allestimento permanente di alcune sale del palazzo dell’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino, dal 1979 sede del Museo Regionale di Scienze Naturali (MRSN). In seguito il personale curatoriale del MRSN si è impegnato affinché nel progetto vincitore del concorso fossero valorizzate le collezioni e le esperienze interne maturate in oltre trent’anni di attività. Importanti arricchimenti rispetto al progetto originario hanno incluso nel rinnovato percorso espositivo cospicue componenti botaniche e geo-mineralogiche, una trattazione paleontologica collegata alla storia naturale del Piemonte e una presentazione delle foreste del Madagascar, bioma esemplificativo delle complesse relazioni uomo-natura. L’attività sinergica tra il personale curatoriale interno ed esterno ha portato nel 2013 all’inaugurazione de “Lo spettacolo della Natura. Storie di scienza e di mondi da conservare”.

Parole chiave
Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, mostre permanenti, personale curatoriale.

“Lo spettacolo della natura” at the Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino: the contribution of the curatorial staff.

Abstract

In 2007, the Regione Piemonte launched a public competition for realising a permanent exhibit in some spaces of the building “Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino” that houses the Museo Regionale di Scienze Naturali since 1979. Following this, the curatorial personnel committed to include within the winner project elements featuring the history of the Museum, valorising the scientific collections, and the internal experiences produced in more than thiry years of activity. Important enrichments included in the expositive circuit conspicuous botanical and geo-mineralogical elements, a paleontological narration tied to the natural history of Piedmont, and a presentation of the forests of Madagascar representative biome showing the complex relationship between man and nature. The synergistic activity between internal and external personnel led in early 2013 to the inauguration of “Lo spettacolo della Natura. Storie di scienza e di mondi da conservare”.

Keywords
Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, permanent exhibitions, curators

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