Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Museologia Scientifica

Anno: 2010
Volume: 4

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Index

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Riassunto
Questo contributo riassume le vicende dei musei universitari italiani negli ultimi decenni, ricordando le note positive e negative che li hanno coinvolti e presentando la situazione attuale e i problemi determinati dalla riforma in atto negli atenei. Viene sottolineata l’importanza di queste collezioni ai fini della ricerca e della di - dat tica e come rilevante patrimonio in beni culturali. Le possibilità di comunicazione scientifica di queste col - le zioni sono esemplificate citando casi relativi ai musei torinesi.

Parole chiave
musei universitari, beni culturali, ricerca, didattica, Torino.

150 years of scientific museology in Italy: a look at university museums

Abstract
This paper summarizes the fortunes of Italian university museums in recent decades, recalling the positive and negative events involving them and discussing the problems caused by the recent university reform. The importance of these collections for research and teaching purposes and as an important patrimony of cultural materials is underlined. The possibilities of these collections for scientific communication are exemplified by cases involving the Turin museums.

Keywords
university museums, cultural material, research, teaching, Turin.

p. 4 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il presente contributo ripercorre, grazie ad un’originale e nuova lettura storiografica delle varie fonti documentarie ed archivistiche inedite, la storia della istituzione, dello sviluppo e della costituzione delle collezioni del Museo di Anatomia Comparata dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; storia protrattasi ininterrottamente per quasi due secoli nel contesto delle diverse vicende dell’Università di Roma. Dall’originario Stabilimento di Veterinaria del Pontificio Romano Archiginnasio prese l’avvio il primo Gabinetto e il Museo di Zoologia e Zootomia dell’Archiginnasio, che ebbe come obbiettivo l’apertura al pubblico e il supporto alla didattica universitaria. Dal nucleo primitivo dell’Archiginnasio hanno poi tratto origine, con alterne vicende, i Musei di Zoologia e Zootomia e di Anatomia e Fisiologia Comparate della Regia Università di Roma. Nel 1875, i due musei introdussero nelle loro collezioni parte dei beni appartenuti al Museo Kircheriano del Colle gio Romano, tuttora posseduti ed esposti. Il museo attualmente si caratterizza come strumento indi - spensabile alla diffusione dell’educazione storico-critica e scientifica.

Parole chiave
anatomia comparata, Museo Kircheriano, didattica.

The Museum of Comparative Anatomy: from Archigymnasium to La Sapienza (1800-1980)

Abstract
The story of the Museum of Comparative Anatomy, University of Rome “La Sapienza”, is reconstructed by means of circumstantial archival research on unpublished sources. This history covers more than two centuries, starting from the Pontificium Romanum Archigymnasium to the present-day university. A first collection of zoological and zootomical preparations was organized in the Veterinary School of the papal university, from which the Gabinetto e Museo di Zoologia e Zootomia - i.e. Laboratory and Museum of Zoology and Zootomy - arose. During the papal rule, the museum was opened to the public and was used for university teaching. After Italy’s unification, the Museum gave rise to two distinct museums, i.e. Museum of Zoology and Museum of Comparative Anatomy and Physiology. These museums were combined and later separated on several occasions, according to the organization of university teaching. In 1875, both museums received part of the collections of the 17th century Museum Kircherianum of the Jesuit Roman College. These specimens are still housed and displayed in the Museum of Comparative Anatomy. Today, this museum is an important resource for historical and scientific education.

Keywords
comparative anatomy, Museum Kircherianum, teaching.

p. 24 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il museo Capellini dell’Università di Bologna nel 2010 ha compiuto 150 anni di vita. Si tratta del più antico museo geo-paleontologico italiano. Il lavoro traccia una breve storia e le prospettive future del museo, prendendo in considerazione anche tutti i più antichi musei geologici italiani e gli avvenimenti rilevanti della società. Dopo alcune considerazioni sulle collezioni storiche del museo (XVI, XVII e XVIII secolo) viene fornita una cronologia di tutti i Direttori e Conservatori che si sono succeduti nei 150 anni del museo e viene tracciata una breve biografia di questi scienziati.

Parole chiave
Museo Capellini, 150 anni, geologia, paleontologia, Bologna.

150 years of the Capellini Museum (University of Bologna), the oldest Italian geological-palaeontological museum

Abstract
The Capellini museum of the Bologna University is now 150 years old. This is the most ancient Italian geo-paleontological museum. This paper trace a short history and the future perspectives of the museum, taking in consideration also all the earliest Italian geologic museums and the important events of the society. After some considerations on the historical collections of the museum (XVI, XVII and XVIII century) we draw a chronology of the Directors and Curators that follow each other in turns in the 150 years of the museum and sketch out a short biography of these scientists.

Keywords
Capellini Museum, 150 years, geology, palaeontology, Bologna.

p. 43 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il presente lavoro ricostruisce la storia amministrativa e scientifica dell’Orto Siculo, struttura annessa all’Orto Botanico dell’Università di Catania. Dopo una breve analisi delle vicende che portarono alla costituzione della specifica struttura museale, apparentemente secondo una concezione localistica e premoderna della botanica, si passa alla considerazione dei tentativi dei successori del Tornabene (fondatore e primo Diretto - re), in particolare del Buscalioni, di riordinare le piante presenti secondo criteri di tipo engleriano. Nel corso degli anni, vicende amministrative e sociali hanno influito negativamente sulla gestione della struttura e sul suo mantenimento. Recentemente, con una serie di interventi di ristrutturazione, basati sulle più moderne tecniche espositive, si è provveduto alla ricostruzione di alcuni ambienti naturali tipici della Sicilia.

Parole chiave
Catania, Orto Botanico, Orto Siculo, storia scientifica.

The Sicilian Garden of Catania University. From Tornabene to the present day: a scientific project and its concrete realisations

Abstract
The present work recounts the administrative and scientific history of the Sicilian Garden, a complex annexed to the Botanical Garden of Catania University. After a short analysis of the events which led to the constitution of the specific museum structure, seemingly according to a localistic and premodern conception of botany, we move on to the consideration of the attempts of the successors of Tornabene (the founder and fìrst Director), in particular of Buscalioni, to rearrange the plants according to Englerlike criteria. Over the years administrative and social factors have had a negative impact on the admninistration and maintenance of the complex. Recently, with a restoration programme based on the most up-to-date exhibition techniques, some typically Sicilian natural environments have been recreated.

Keywords
Catania, Botanical Garden, Sicilian Garden, scientific history.

p. 76 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
L’“Herbarium Alpium Occidentalium” è la collezione di esemplari d’erbario allestita da Bruno Peyronel (1919- 1982) e Giovanna Dal Vesco, entrambi docenti di Botanica presso l’Università di Torino, e donata nel 2001 all’Erbario dell’Ateneo torinese (TO). La catalogazione ha evidenziato una consistenza totale di 4.084 campioni per lo più relativi a entità di flora vascolare (4.061), raccolti in 593 diverse località, delle quali circa il 47% afferisce al territorio valdostano; le entità sono 1.260 (corripondenti a 432 generi e 93 famiglie). La flora rappresentata corrisponde per lo più a quella delle valli alpine comprese fra le Alpi Marittime e le Alpi Graie e, in particolare, alle Valli Valdesi (Pellice, Germanasca e Chisone) e alla Valle d’Aosta. L’analisi dei campioni effettuata per la stesura del Catalogo (Pistarino et al., 2010a) ha evidenziato interessanti dati floristici non pubblicati da Peyronel e Dal Vesco; i risultati della revisione sistematica degli esemplari, confrontati con la letteratura floristica (Aeschimann et al., 2004; Conti et al., 2005), hanno permesso di rilevare 97 nuove segnalazioni per la flora del Piemonte e della Valle d’Aosta e/o per singoli settori geografici e/o per province amministrative. L’acquisizione della collezione è di estrema importanza per l’Erbario universitario torinese in quanto costituisce un notevole aggiornamento di dati floristici, in particolare per la regione valdostana.

Parole chiave
“Herbarium Alpium Occidentalium”, Bruno Peyronel, Giovanna Dal Vesco, flora, Valle d’Aosta, Piemonte.

The “Herbarium Alpium Occidentalium” by Bruno Peyronel and Giovanna Dal Vesco: the Catalogue of the collection.

Abstract
The “Herbarium Alpium Occidentalium” is the collection of herbarium specimens created by Bruno Peyronel (1919-1982) and Giovanna Dal Vesco, both Botany professors at the University of Turin; the specimens were donated in 2001 to the Herbarium of the University of Turin (TO). The cataloguing of the sheets pointed out 4.084 specimens, 4.061 of which belong to the vascular flora and are located in 593 localities (47% of these are in the Aosta Valley). The taxonomic entities in the collection are 1.260 (related to 432 genera e 93 families). The flora is located in the Western Alps, in particular in the Alpine Valleys from the Marittime Alps to the Graie Alps. A great number of sheets represents the flora of the Valdesi Valleys (Pellice, Germanasca and Chisone) and the Aosta Valley. A study over the specimens for the publication of the Catalogue (Pistarino et al., 2010a) pointed out interesting unpublished data by Peyronel and Dal Vesco. Besides the results of the sistematic analysis of the specimens, compared to the floristic literature (Aeschimann et al., 2004; Conti et al., 2005), highlighted 97 updates about the presence or the distribution of the species in Piedmont and the Aosta Valley or in individual geographic sectors or administrative provinces. The attainment of the collection is really important for the Herbarium of the University of Turin and it represents an important update about floristic data in particular for what concerns the Aosta Valley.

Keywords
“Herbarium Alpium Occidentalium”, Bruno Peyronel, Giovanna Dal Vesco, flora, Aosta Valley, Piedmont.

p. 93 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il ritrovamento, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, di due manoscritti di Ottaviano Targioni Tozzetti, ha dato modo di mettere ancora più in luce quella che è stata l’attività di coltura delle piante officinali nel Giardino dei Semplici di Firenze nel periodo che va dagli ultimi anni del XVIII secolo, ai primi anni del XIX secolo quando il Giardino era diventato “Orto sperimentale agrario” sotto la cura dell’Accademia dei Georgofili.

Parole chiave
piante medicinali, Georgofili, Giardino dei Semplici.

The collection of medicinal plants in the Florence agricultural Garden in the 19th century.

Abstract
The finding, in National Library of Florence, two manuscripts of Octavian Targioni Tozzetti, gave way to put more light on what has been the cultivation of medicinal plants in the Garden of Simples in Florence in the period from the last eighteenth century to the early nineteenth century when the Garden had become “the Agricultural experimental garden” under the care of the Academy of Georgofili.

Keywords
medicinal plants, Georgofili, Garden of Simples.

p. 98 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE

Riassunto
Il nucleo di 95 modelli di fiori ed altri organi vegetali riconducibili alla nota Manifattura Robert Brendel, conservato presso il Museo Botanico dell’Università di Bologna, è un pregevole esempio di modellistica scientifica del XIX secolo. Ausilio indispensabile per l’insegnamento nella didattica sperimentale, i modelli scomponibili in più parti, permettevano di visualizzare in modo partecipato a intere classi di studenti le varie strutture degli organi vegetali rappresentati. Come documentano le inedite fonti d’archivio, l’intera collezione è stata acquistata dall’Istituto di Botanica dell’Ateneo bolognese nel dicembre del 1880. La necessaria campagna di catalogazione che ho svolto sull’intero nucleo ha permesso di configurare un panorama aggiornato e dettagliato sulla reale consistenza della collezione, al fine di tutelare, valorizzare e rendere fruibile questo prezioso frammento del patrimonio museale universitario, inteso come testimonianza della nostra tradizione didattico-scientifica, storica e culturale.

Parole chiave
Robert Brendel, modelli di fiori, modelli didattici, collezioni universitarie.

Brendel’s collection of botanical models owned by the University of Bologna.

Abstract
The Department of Biology of the University of Bologna owned an antique collection of 95 anatomical botanical plant models once used for teaching purposes. The collection however had never been studied and documents of its origin and value were lost and forgotten. Initial investigation into the University Historical Inventories had uncovered descriptions of a large number of models purchased in 1880. The Brendel’s collection was produced by Brendel manufactures, located in Breslavia, which since 1866 had been producing large models of flowers for didactic purposes. The company’s expert model makers closely collaborated with botanist to produce accurate copies using basic materials papier-machè, wood, gelatin, etc. The reason for the growing interest in this type of ‘poor models’ - when compared to the precious scientific sculptural wax models that had been produced since the XVIIIth century - is because between the XIXth and XXth centuries the teaching of technical scientific subjects was highly encouraged and new lower-cost models were needed to illustrate to larger groups of students the new scientific discoveries, the different structures and internal organs as if a virtual dissection and to reveal microscopic dimension through new methods of examination. The cataloguing project of the whole collection represents an interesting reflective and instructive way to treat these objects in order to restore them and organize an exibition in the Botanical Museum of Bologna.

Keywords
Robert Brendel, botanical models, University collections.

p. 98 / Volume 4/2010 N. 1-2 NUOVA SERIE