Aprile 2019 - N. 18

Memorie

Anno: 2019
Volume: 18

Riassunto

È opinione diffusa pensare che i musei scientifici siano principalmente collezioni di materiali, ma sempre di più si sta scoprendo il valore, l’interesse e il fascino delle tante storie di uomini che si celano dietro i diversi reperti. Il valore del patrimonio di un museo deriva anche da queste storie che consentono alle collezioni museali di non invecchiare in depositi della memoria, ma di continuare a vivere. Sulla base di queste considerazioni, il Museo Universitario Gemma ha avviato un progetto di musealizzazione di strumentazioni e materiali didattici di valore storico e di rilevanza scientifica del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La conservazione di questi materiali è accompagnata da una scheda catalografica, che ne illustra caratteristiche e funzioni, e da una nota biografica che utilizza il linguaggio narrativo delle tecniche audiovisive. La voce di queste note è affidata ad alcuni docenti dello stesso Dipartimento, unici testimoni di una memoria storica ormai dimenticata. Questo progetto, dal titolo “Biografie culturali”, consente la costruzione di un archivio di beni virtuali che valorizza e rivitalizza il patrimonio culturale dell’Ateneo modenese.

Parole chiave
museo, ateneo, memoria, valorizzazione, archivio virtuale.

Different narrative styles of heritage

Abstract

It is common to think of scientific museums as simply collections of materials, but increasingly we are discovering the value and the interest of the many stories of people that are connected to the different specimens. The value of this cultural heritage also derives from these stories that allow the museum collections to continue to live in time. On the basis of these considerations, the Gemma University Museum has launched the project “Cultural biographies”. It is a project of musealization of various materials of historical value and scientific importance emerged from the deposits of the Department of Chemical and Geological Sciences of the University of Modena and Reggio Emilia. Instrument data and biographical notes describe these materials. The notes use the narrative language of the audiovisual techniques to communicate and share this heritage with the public. The voices of some professors of the same Department are the narrators of these notes. The project permit the construction of a multimedia archive that ideally correlates objects, people, the university environment and the historical memory of the town. It is an archive of virtual assets that enhances and revitalizes the cultural heritage of the Modena University.

Keywords
museum, university, memory, musealization, multimedia archive.

p. 46 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

L’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino è l’ente deputato alla raccolta, conservazione e valorizzazione del ricco patrimonio storico-scientifico dell’Ateneo torinese. Dal 2000 la sua sede operativa si trova presso la ex Manifattura Tabacchi: qui, su una superficie di oltre 3000 mq, si trovano due sale espositive e ampi magazzini. Questa sede, eretta a fine Settecento, dall’ottobre del 2015 per motivi di sicurezza non è più accessibile al pubblico e quindi le attività legate alla didattica e alle visite guidate sono sospese. L’Archivio, dopo un primo momento di smarrimento, ha cercato di ritrovare la maggiore possibile visibilità utilizzando il proprio patrimonio per proseguire nell’organizzazione di mostre e partecipare a eventi realizzati nella realtà torinese.

Parole chiave
archivio, università, mostra, allestimento.

Hard times for Scientific and Technological Archives of the University of Torino

Abstract

Scientific and Technological Archives of the University of Torino is the institution devoted to preserve, catalogue, study and appraise the instruments and the objects of science and technology related with the history of the University of Turin. Since 2000 the Archives have their seat in the old buildings of the Tobacco Factory founded in the XVIII century. In an area of more than 3.000 square meters we have two exhibition rooms and large stores. Since October 2015 our seat was forbidden to visitors and all the activities were stopped for safety reasons. Archives is trying to maintain and improve its visibility organizing exhibitions and attending events of the local institutions.

Keywords
archives, university, exhibition, settings.

p. 50 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Assieme alle collezioni di musei e università, il patrimonio scientifico italiano è costituito dalle raccolte scolastiche. Diffuse su tutto il territorio nazionale, esse presentano importanti criticità conservative e gestionali, legate soprattutto alla difficoltà delle istituzioni ad applicare correttamente i criteri definiti dalla normativa vigente sui beni culturali. Nell’ambito delle esperienze di recupero e studio di alcune raccolte scolastiche pugliesi l’Associazione Meridiana ONLUS ha organizzato degli incontri formativi per istruire e guidare i docenti di scienze e i tecnici di laboratorio nella gestione e manutenzione del patrimonio posseduto, al fine di intervenire sui fattori di rischio che ne determinano il degrado e la perdita. Inoltre, con la collaborazione del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bari (SIMA − ex CISMUS), l’associazione ha prodotto un vademecum di “buone pratiche” per la conservazione e gestione in loco delle raccolte, pensato principalmente per gli istituti scolastici, ma valido anche per tutti gli enti pubblici e privati che posseggono tali beni. Lo stesso sarà sperimentato nelle scuole della Provincia di Bari coinvolte nei progetti del SiMA e in particolare in quello di alternanza scuola-lavoro già avviato nello scorso anno.

Parole chiave
patrimonio scientifico scolastico, conservazione, gestione, in-formazione.

A handbook for schools’ scientific collections

Abstract

Together with the museum and university collections, the italian scientific heritage is enriched by high-school collections. Widespread on all Italian territory, this relevant patrimony is affected by consistent problems of conservation and management due to the difficulties of these institutions to respect the law’s criteria for cultural heritage. After some recovery and study experiences on Apulian school collections, the Meridiana ONLUS Association has organized some workshops for Science teachers and laboratory technicians on the maintenance and managment of school scientific collections in order to prevent the risk of damage and losses. Furthermore, with the collaboration of the SiMA (University Museum System) of the University of Bari Aldo Moro, the Meridiana ONLUS Association has elaborated a handbook of “good practices” for the conservation and the management in loco of scientific collections dedicated to schools and to all public and private institutions owning these objects. The handbook will be tested in the schools of the Province of Bari yet involved into the SiMA “school-job alternation” project started last year.

Keywords
school scientific heritage, conservation, management, training.

p. 54 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Il Centro Interdipartimentale di Servizi per la Museologia Scientifica dell’Università di Bari, ora diventato Sistema Museale d’Ateneo, ha avviato nell’a.s. 2015-2016 un progetto sperimentale di alternanza scuola-lavoro con un gruppo di circa 40 studenti provenienti da tre distinte scuole dell’area metropolitana, un liceo classico, uno scientifico e uno sociale-economico. Finalità del progetto è fornire agli studenti, entro la fine del triennio di sperimentazione, competenze specifiche sulle problematiche della tutela, conservazione, fruizione dei beni naturalistici e scientifici e sulla organizzazione e gestione delle strutture museali universitarie, con particolare riferimento alla cosiddetta “terza missione” delle università. Il progetto aveva anche come finalità indirette sia quella di coinvolgere una fascia giovanile normalmente estranea ai problemi museali nelle problematiche di conservazione e valorizzazione dei beni museali, sia quella di sperimentare nuove forme di orientamento agli studi universitari. La formulazione del progetto, il suo avvio e la sua gestione in questo primo anno hanno messo in luce, accanto ai risultati positivi, una serie di problematiche, interne sia all’organizzazione universitaria che al mondo della scuola, sulle quali l’Ateneo ha avviato una riflessione per valorizzare al meglio le potenzialità insite in tale processo. Obiettivo del nostro intervento è quello di condividere con la comunità dell’ANMS questa nostra esperienza e avviare un percorso di confronto con esperienze simili anche al fine di definire un auspicabile modello il più possibile condiviso per la partecipazione ai progetti di alternanza.

Parole chiave
alternanza scuola-lavoro, formazione, museologia scientifica, conservazione.

An experimental school-job project at a university museum system; potential and criticality

Abstract

In the school year 2015-2016 the Interdepartmental Centre for Scientific Museology Services of the University of Bari, now become the Museum System of the University, started an experimental school-job project with a group of about 40 students of three different high schools in the Bari metropolitan area. The aim of the project is to provide the students, at the end of the three years of experimentation, with specific expertise on issues of protection, conservation, use of natural and scientific heritage, organization and management of university museums, with special reference to the “public engagement mission” of university. The project also had as indirect aim to involve teenagers normally alien to museum problems in conservation issues and enhancement of museum assets, and also to experiment with new forms of Guidance in higher education. The formulation of the project, its start and its management in this first year have highlighted, besides the positive results, a series of problems, both internal to the organization that university to schools, on whom the University has initiated a reflection to make the most of the potential inherent in this process. The aim of our note is to share with the ANMS community our experience and start a path of confrontation with similar experiences also in order to define a common model for participation in these projects.

Keywords
school-job project, education, scientific museology, conservation.

p. 58 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

I musei anatomici sono una delle categorie di musei più difficili da affrontare perché i temi trattati e i materiali conservati sono complessi da comunicare e spesso non adatti a tutti i tipi di pubblico. Eppure la storia della medicina ci insegna che la conoscenza del nostro corpo, sia allo stato normale sia allo stato patologico, è un tema affascinante che continua a essere oggetto di studio e di ricerca.
I musei anatomici italiani sono prevalentemente di proprietà universitaria, spesso chiusi e con reperti che andrebbero rapidamente restaurati. Le loro sale conservano importanti nuclei di campioni biologici umani, a secco o in liquido, raccolti tra il XVIII e il XX secolo: un patrimonio storico che testimonia l’evoluzione della scienza medica e fornisce un archivio di dati biologici e genetici.
Nel lavorare con i propri reperti, il conservatore museale deve confrontarsi con una situazione non chiara e
lacunosa sia dal punto di vista museologico sia da quello legislativo ed etico.
Il presente intervento offre una panoramica delle problematiche museologiche nel settore anatomico al fine di offrire spunti e visioni future, partendo da un confronto tra tre differenti realtà: il Museo di Anatomia Umana dell’Università di Pavia, il Museo di Anatomia Patologica dell’Università di Padova e il Gordon Museum of Pathology di Londra.

Parole chiave
musei anatomici, musei universitari, preparati anatomici.

New life to Italian university anatomical collections: desire to value and open museological issues. Cases compared

Abstract

The anatomical museums are one of the most difficult categories of museums to deal with because the issues addressed and the stored materials are complex to communicate and often not suitable for all audiences. The history of medicine teaches us that the knowledge of our body is a fascinating topic that continues to be the subject of study and research.
The Italian anatomical museums are mostly university property, often closed and with specimens in urgent need of restoration.
Their rooms still house important collections of human biological samples, dry or in liquid, collected between the eighteenth and twentieth century: a historical heritage that testifies to the evolution of medical science and provides a searchable archive of biological and genetic data.
The curator of such a museum must confront many issues - museological, legislative and ethical – many of which are unclear and incomplete.
This article provides an overview of museological issues in the anatomical area in order to offer ideas and visions, from a comparison of three different examples: the Museum of Human Anatomy of the University of Pavia, The Museum of Pathological Anatomy at the University of Padua and the Gordon Museum of Pathology in London.

Keywords
anatomical museums, university museums, anatomical specimens.

p. 63 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Se è facile esporre collezioni esteticamente attraenti, cioè basate su esemplari piacevoli da un punto di vista estetico, molto più difficile è fondarle sull’interesse scientifico. L’esposizione, basata sulla cristallografia morfologica, non solo incuriosisce, permettendo di apprezzare il profondo fascino geometrico della materia inanimata, ma suggerisce anche di osservare la natura con un occhio più matematico, promuovendo così il pensiero scientifico con osservazioni meno banali e immediate.

Parole chiave
minerali, mostra, cristallografia, divulgazione, cultura.

The morphology of the crystals as a criterion of valorization, the reasons for a difficult exhibition

Abstract

If exposing aesthetically attractive collections is easy, that is, based on pleasing examples from an aesthetic point of view, it is much more difficult to base them on scientific interest. The exhibition, based on morphological crystallography, not only intrigues, allowing to appreciate the deep geometric charm of inanimate matter, but also suggests observing nature with a more mathematical eye, thus promoting scientific thought with less trivial and immediate observations.

Keywords
minerals, exhibition, crystallography, dissemination, culture.

p. 68 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

L’uso delle tecnologie digitali sta cambiando il modo di fare comunicazione all’interno dei musei e si sta rivelando un’eccellente opportunità per valorizzare il patrimonio in tutte le sue forme, soprattutto se la progettualità digitale è sviluppata con creatività.
La tecnologia 3D, intesa come progettazione, stampa e riprese fotografiche, è stata utilizzata all’interno del progetto “CREO scoprendo i cristalli del Museo”, un percorso educativo che ha portato un centinaio di studenti di tre istituti superiori di Modena a ricercare una lettura nuova e insolita del patrimonio di gemme e minerali del Museo Gemma 1786 del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Creatività, curiosità e partecipazione sono state il motore del progetto che ha inteso rivelare alcune delle tante sfumature con cui è possibile interpretare uno stesso reperto museale attraverso l’uso di linguaggi e tecniche differenti. Il progetto si è concluso con una mostra che, insieme alle opere degli studenti, ha esposto alcune immagini 3D di campioni museali. I minerali sono così diventati i protagonisti di uno scenario nuovo e inaspettato che ne ha valorizzato natura e peculiarità. Studenti e pubblico sono stati coinvolti in un’esperienza formativa che ha ampliato tempi e spazi di interazione con i materiali del Museo e ha trasformato la visita alla mostra in una scoperta multisensoriale e, per molti, sorprendente.

Parole chiave
museo, patrimonio culturale, linguaggi, tecnologia 3D, pubblici.

Digital meets Museums with creativity

Abstract

The use of digital technology is changing the way of doing museum communication. These new techniques are proving to be an excellent opportunity for enhancing the cultural heritage in all its forms, especially when the digital planning is developed with creativity.
3D technology, interpreted as planning, printing and photographs, has been used in the project “CREO discovering the Museum Collections”. This educational project has brought a hundred students of three Modena high schools to seek a new and unusual interpretation of the collections of gems and minerals of the Gemma 1786 University Museum of the Department and Chemical and Geological Sciences of Modena and Reggio Emilia University.
Creativity, curiosity and participation have been the motor of the project. The use of different languages and techniques has shown the various connotations with which it is possible to interpret every single museum sample. The project concluded with an exhibition of students’ works and 3D images where minerals became the protagonists of a new and unexpected scenario that enhanced their features and peculiarities. Students and audiences were involved in an educational experience which extended times and spaces of interaction with the Museum collections and transformed the visit to the exhibition in a multisensory and surprising discovery.

Keywords
museum, cultural heritage, languages, 3D techniques, audiences.

p. 72 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Google Arts & Culture è una raccolta digitale di immagini e contenuti provenienti da oltre 1000 musei e archivi di tutto il mondo che collaborano con Google Cultural Institute per rendere disponibile online il patrimonio culturale dell’umanità. Inizialmente focalizzata sulle arti, questa galleria virtuale si è poi estesa ad altre discipline, incluse quelle scientifiche. Il 13 settembre 2016 è stato lanciato il progetto Natural History al quale hanno aderito 60 istituzioni di 16 nazioni, tra cui il Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici. All’indirizzo g.co/naturalhistory gli utenti possono accedere gratuitamente a oltre 100 esposizioni e più di 300.000 reperti digitali. L’Accademia, che da alcuni anni usa le nuove tecnologie per supportare le attività di divulgazione scientifica, è presente con due storie interattive contenenti testi e approfondimenti audio in italiano e in inglese. La prima è un percorso virtuale dell’intero Museo che illustra le varie sezioni e descrive particolari reperti e collezioni. La seconda, grazie alla tecnologia Street View (immagini panoramiche a 360°), consente di approfondire con un apposito visore la navigazione in alcuni tra i più suggestivi ambienti del Museo. La collaborazione con Google Cultural Institute si è rivelata molto positiva e stimolante. Il lancio del progetto, sostenuto da un’ampia campagna mediatica di Google, costituisce una formidabile ribalta per dare visibilità globale ai musei di storia naturale e al loro importante ruolo.

Parole chiave
Accademia dei Fisiocritici, storia naturale, mostre digitali, visite virtuali.

Natural History on Google Arts & Culture: a prestigious showcase for scientific museums in the digital era

Abstract

Google Arts & Culture is a digital collection of images and e-contents from more than 1000 museums and archives all over the world that have collaborated with Google Cultural Institute to make the cultural heritage of mankind freely accessible online to everyone. After an initial focus on the arts, this virtual gallery has later subsumed other disciplines, including the sciences. Natural History content was launched on 13th September 2016: more than 100 exhibitions and over 300,000 digital specimens are available for free on g.co/naturalhistory. Sixty scientific institutions from 16 countries took part in the event: Accademia dei Fisiocritici, which already has experience with new technologies to disseminate scientific knowledge, was among them. Visitors can explore its Museum of Natural History through two interactive slideshows, with texts and audio files in Italian and English. The first is a virtual tour of the whole museum itinerary that describes its sections, particular specimens and exhibits. The second allows users to explore some of the most evocative areas of the Museum in more detail with the help of a cardboard viewer and indoor Street View technology (360° panoramic views). The launch of Natural History had huge media coverage promoted by Google and will certainly enhance the global visibility of science museums and their educational role.

Keywords
Accademia dei Fisiocritici, natural history, digital exhibits, virtual tours.

p. 76 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Il Museo delle Scienze dell’Università di Camerino e lo Studio Tecnico GeoInformatiX hanno testato un nuovo metodo di ricostruzione 3D, recente evoluzione della tecnica fotogrammetrica Structure from Motion (SfM), sul cranio con mandibola di Hippopotamus antiquus risalente a circa 900.000 anni fa, ospitato nella sezione paleontologica del Museo.
Il lavoro è nato all’interno del progetto di Distretto Culturale Evoluto “PlayMarche” e rappresenta il tentativo di mettere a punto nuovi strumenti, caratterizzati da economicità, semplicità di gestione e sostenibilità, per la fruizione e lo studio delle collezioni paleontologiche.

Parole chiave
ricostruzione 3D, modellazione 3D, paleontologia, fossile.

New 3D reconstruction methods applied to paleontological heritage

Abstract

Camerino University Science Museum and Studio Tecnico GeoInformatiX tested a new 3D reconstruction method which is the recent evolution of the photogrammetric technique Structure from Motion (SFM), on a Hippopotamus antiquus skull and lower jaw dating 900,000 B.P., hosted in the paleontological section of the Museum.
The work has been realized with the support of the Distretto Culturale Evoluto “PlayMarche” project in order to develop new tools that could promote an affordable, easy to manage and sustainable fruition of paleontological collections.

Keywords
3D reconstructon, 3D modeling, palaeontology, fossil, Structure from Motion.

p. 80 / Aprile 2019 - N. 18

Riassunto

Fra i tanti vantaggi della rivoluzione digitale ci sono anche il trattamento strutturato delle informazioni e gli strumenti di collaborazione per condividere conoscenza e competenze. Se ci restringiamo a un settore particolare del patrimonio culturale, sono oggi disponibili tecnologie sia per riunire in un’unica base di conoscenza le informazioni di catalogazione e documentazione di tutte le collezioni afferenti a quel settore, sia per gestire tale conoscenza in collaborazione con tutti gli esperti di quel dominio. Rispetto ai tradizionali cataloghi-elenchi (un reperto, una scheda), una base di conoscenza condivisa offre vantaggi cruciali: esplicita le relazioni, elimina replicazione e inconsistenza, abilita il “distant reading”, cioè l’osservazione delle informazioni nel loro insieme.
Un tale strumento permette a conservatori e curatori di concentrare il loro impegno sulle collezioni: le informazioni nella base di conoscenza sono di riferimento per identificare i reperti, per condurre ricerche storiche, per costruire la documentazione di un’esposizione. La condivisione delle informazioni è garanzia di affidabilità dei contenuti e mezzo di collaborazione fra colleghi. Computing History Knowledge Base (CHKB) è un sistema software per riunire in un’unica base di conoscenza le informazioni di tutte le collezioni afferenti a un settore particolare del patrimonio scientifico: la storia dell’informatica. CHKB realizza una doppia economia: è un uso pieno delle tecnologie disponibili e permette a curatori e conservatori di sfruttare al meglio il loro tempo. Il modello di CHKB è applicabile ad altri domini del patrimonio culturale.

Parole chiave
base di conoscenza, patrimonio tecnico-scientifico, lavoro cooperativo, storia dell’informatica.

Structuring and sharing of knowledge, information technologies and economy of cataloguing

Abstract

Structured managing of information and sharing of expertise through cooperative work are two of the many benefits resulting from the digital revolution. If we focus on a particular field of cultural heritage, viable technologies exist to set up a single knowledge base of all cataloguing and documentation information about all collections related to the given field. Moreover, it is possible to engage all the experts of the domain in the cooperative management of such knowledge. With respect to the traditional way of cataloguing (one record for each piece), a shared knowledge base has valuable benefits: relations are made explicit, replication and inconsistency are avoided, distant reading, that is observing the domain as a whole, is made possible. Such knowledge base allows keepers and curators to focus their efforts on collections: the available information is an useful reference for identifying pieces, for historical research and for documentation of exhibits. Sharing of information guarantees reliability of contents and reinforces cooperation among colleagues.
Computing History Knowledge Base (CHKB) is a software system to maintain in a shared knowledge base all information about all collections related to a particular field of the scientific and technological heritage: computing history. CHKB permits a double economy: it is a full exploitation of available technologies and saves time and effort of keepers and curators. CHKB model can be applied to other domains of cultural heritage.

Keywords
knowledge base, technological and scientific heritage, cooperative work, computing history.

p. 84 / Aprile 2019 - N. 18